PRO LOCO

AVIGLIANO

edizione 2001

CARAVAGGIO

 

16 luglio, piazza Gianturco ore 22

La tradizionale rappresentazione dei quadri viventi celebra quest’anno l’impetuosa genialità di Michelangelo Merisi detto il CARAVAGGIO.

Nato probabilmente a Milano nel 1573, avviato giovanissimo allo studio della pittura presso la bottega del Peterzano, giunge a Roma non ancora ventenne ove conduce un’esistenza tumultuosa: in continua rivolta contro l’autorità costituita, il suo temperamento spregiudicato e ribelle lo porta più di una volta al cospetto della giustizia, tanto che – nel 1606 – è costretto a fuggire dalla capitale perché accusato di omicidio.

Peregrino a Napoli, Malta, Siracusa e Messina, la sua esistenza termina drammaticamente nell’estate del 1610 allorquando, sulla via del ritorno a Roma, si ammala lasciando la vita a Porto Ercole all’età di 37 anni.

L’esordio sulla scena pubblica romana avviene tramite il cardinal Del Monte il quale, affascinato dal talento del giovane pittore, gli fa ottenere nel 1599 il contratto per due tele destinate alla cappella Contarelli in S. Luigi de’ Francesi.

Il successo è travolgente: protetto appassionatamente dalla nobiltà e dall’alto clero, nei due anni successivi ottiene numerosi incarichi di prestigio firmando, tra l’altro, i contratti per le opere che sono rappresentate in questa edizione dei Quadri Plastici.

La tendenza ad immergere le figure nella semioscurità mentre un potente fascio di luce le investe e le modella dando loro una vigorosa tridimensionalità, rappresenta l’elemento espressivo più importante della pittura di Caravaggio in questa fase; ma i piedi nudi e fangosi di Pietro nel Martirio e il corpo gonfio di Maria in abiti da popolana nella Morte della Vergine costituiscono motivo di scandalo per la morale bacchettona del basso clero: intese come irriverenti rappresentazioni delle storie sacre, queste tele sono aspramente criticate e rifiutate dalla committenza. Fa eccezione la Deposizione, opera subito apprezzata, in seguito spesso copiata e ricordata anche in ambienti accademici con lode.

La poetica del Caravaggio è così efficacemente riassunta da G.C.Argan: “Un’estrema tensione morale e religiosa dà alla sua pittura una carica rivoluzionaria. Il suo realismo non consiste nell’osservare e copiare la natura, ma nell’accettare la dura realtà dei fatti, nello sdegnare le convenzioni, nel dire tutta la verità, nell’assumere le massime responsabilità. Ciò significa escludere la ricerca del bello, puntare al vero. Per il Caravaggio l’arte non è attività intellettiva, ma morale: non consiste nel distaccarsi dalla realtà per rappresentarla, ma nell’immergersi nella realtà e viverla”.

Filomena Rosa

 

 

Caravaggio - Deposizione

La Deposizione (1602-04)

olio su tela 3,00x2,03

Roma, Pinacoteca Vaticana

Un monumento di popolo attonito, sorpreso dalla luce girevole sulla bocca dell’antro oscuro; quasi che, dopo un crollo nel cunicolo della cava, riemerga sulla plancia oscillante della pietra tombale recando in salvo almeno il corpo del più forte (eppure colpito dal comune destino). Portato così vicino a noi, tutto ci torna chiaro, vivido, incombente: straziante nei colori, a bella posta discordi di rosso, verde, arancione e azzurro marino.

Roberto Longhi

 

Quadro gruppo Azione Cattolica

Realizzazione a cura del

GRUPPO AZIONE CATTOLICA

coordinamento

Giuseppe Salvatore

 

Caravaggio - Morte della Vergine

La Morte della Vergine (1605-06)

olio su tela 3,69x2,45

Parigi, Louvre

La Madonna è raffigurata, osserva il Bellori, come una “donna morta gonfia”, un’annegata ripescata e deposta su una lettiga, con accanto una ragazza (Maddalena) che piange disperata ed intorno (come apostoli) i parenti e i vicini assiepati, con quella schietta solidarietà nel dolore ch’è soltanto degli umili. E’ molto più del motivo sociale della devozione popolare: è il farsi presente di Dio nei fatti della vita quotidiana, nell’umanità senza convenzioni della povera gente.

Giulio Carlo Argan

 

Quadro del gruppo Basso la Terra

Realizzazione a cura del

GRUPPO BASSO LA TERRA

coordinamento

Rocco Lacerenza

 

Caravaggio - Martirio di Pietro

Martirio di S. Pietro (1600-01)

olio su tela 2,30x1,75

Roma, S. Maria del Popolo

La macchina della morte si è messa in moto. Nulla potrà fermarla. Non v’è sviluppo di azione, ma v’è una durata: è come una ruota che gira intorno al mozzo. Non più un fatto istantaneo, ma un fatto che si protrae nel tempo, e che proprio la lentezza, la durata, rende più tragico. Non v’è più, dunque, un lampo di luce, non più uno scontro violento di luce ed ombra. I colori sono sbiaditi, come stagnanti in una luce morta, senza raggio.

Giulio Carlo Argan

 

Quadro del gruppo Spazio Ragazzi

Realizzazione a cura del

GRUPPO SPAZIO RAGAZZI

coordinamento

Anna Auria

 

 

 

 

Comitato scientifico

Massimo Bottesini (architetto)

Franco Corrado (giornalista, critico d’arte)

Angelo Lucano Larotonda (docente universitario)

Vito Masi (pittore)

don Gerardo Messina (storico dell’arte)

Grafica manifesto e pieghevole

Donato VS Gerardi

Sponsor:

Presidenza del Consiglio Regionale di Basilicata

Amministrazione Provinciale di Potenza

Comunità Montana Alto Basento

Città di Avigliano

A.P.T. Basilicata